L’articolo, pubblicato a Gennaio dal quotidiano inglese e successivamente cancellato, recuperato nella cache di archive.org. I dettagli del piano per far pervenire ai ribelli le armi chimiche e attribuire la colpa dell’attacco ad Assad

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di Cristiano Coccanari

Roma, 27 Agosto – La notizia circolava nel web, su fonti secondarie, già da alcuni giorni. Ciò che mancava era l’autorevole fonte primaria: il Daily Mail, secondo quotidiano della Gran Bretagna per tiratura e diffusione. Siamo riusciti a rintracciarlo tramite una cache online (che potete visualizzare qui) e non abbiamo potuto che prendere atto della sconvolgente verità: già lo scorso Gennaio il giornale inglese riportava la notizia di un piano, posto in essere con l’approvazione degli Stati Uniti, per lanciare un attacco chimico in Siria e poterne successivamente incolpare il leader siriano Bashar Al Assad e il suo governo.

Secondo quanto riportato dal Daily, un hacker ha avuto accesso alla corrispondenza intercorsa tra il dirigente del Business Development di Britam Defence e il fondatore della stessa società. Nella mail, il dirigente della Britam informava il suo superiore di aver ricevuto la proposta di consegnare ad Homs delle armi chimiche (Chimical Weapons) di origine sovietica. La proposta proviene dal Quatar, ed è, tiene a sottolineare il dirigente, approvata da Washington. Nella mail si precisa che tali armi sarebbero analoghe a quelle che si ritiene la Siria possa avere in dotazione, e che la somma offerta è enorme.

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Tutto appare quindi chiaro. Si vuole inviare ai ribelli, con l’approvazione o forse l’ispirazione diretta di Washington, delle armi chimiche tramite le quali si possa porre in essere un attacco da attribuire poi ad Assad e alla Siria. Lo scenario che ne emerge è quindi quello di un piano in corso di organizzazione già da Gennaio, e messo in atto proprio il giorno dell’arrivo in Siria degli ispettori ONU. La svolta che era necessaria per ribaltare le sorti di un conflitto che stava ormai volgendo in modo quasi definitivo a favore di Bashar Al Assad, e che avrebbe successivamente giustificato un attacco alla Siria sul modello di quello libico (attacchi mirati per neutralizzare le strutture difensive e gli armamenti siriani e lasciare così strada libera all’avanzata dei ribelli).

Successivamente, come detto, la notizia scomparirà dal sito del Daily Mirror, verosimilmente sotto pressione governativa (chi ritenesse complottistica questa ipotesi può verificare qui il grado di pressione esercitato dal governo britannico in altra occasione nei confronti del Guardian e dello stesso Daily, spintosi fino alla distruzione di alcuni hard disk del Guardian). Ad Aprile il Daily pubblicherà un laconico comunicato che sostanzialmente si limita a dire “scusate, ci siamo sbagliati, abbiamo riportato informazioni non vere”, senza naturalmente provare nemmeno a spiegare quale sarebbe la natura dell’errore commesso. E l’articolo scompare dal sito. Ma non, fortunatamente, dalla cache contenuta in archive.org, che ci permette di ricostruire i dettagli di un’operazione che ha causato la morte di centinaia di civili con l’obiettivo di poter sferrare l’attacco ad Assad e lasciare campo libero ai ribelli.