Puntata interamente dedicata alla figura di Corto Maltese e del suo creatore, Hugo Pratt.
Entrambi al di fuori da schemi e compartimenti stagni, Pratt e Corto Maltese sono due figure cui non è possibile dare una vera e propria etichetta, tanto meno ideologica.
Con questa puntata intendiamo rendere omaggio a due figure, l’uomo e la sua opera, che ancora oggi ci spingono a sognare.

 

«Finalmente arrivò la pace – ha ricordato in seguito Pratt con feroce ironia – e con la nuova generazione arrivò l’obbligatorio impegno per l’impegno. La parola avventura fu messa al bando. Non è mai stata ben vista, né dalla cultura cattolica, né da quella socialista. È un elemento perturbatore della famiglia e del lavoro, porta scompiglio e disordine. L’uomo di avventure, come Corto, è apolide e individualista, non ha il senso del collettivo. Bisognava rispolverare Marx ed Engels, autori che mi annoiarono immediatamente. Venni subito accusato di infantilismo, di fascismo e di edonismo, ma soprattutto di essere evasivo, inutile come quegli scrittori che mi piacevano e che avrei dovuto dimenticare. Non ci riuscii e mi accorsi che c’erano parecchi altri che leggevano i narratori contestati. Alla fine ci riconoscemmo come una élite desiderosa di essere inutile»