[RBN] Roma, 9 luglio – E’ stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione Alberto Palladino, responsabile di CasaPound Italia in IV Municipio a Roma e candidato alla presidenza dello stesso municipio, nel processo di I grado che lo vedeva imputato per la presunta aggressione ad alcuni esponenti del Pd del IV Municipio. Per il dirigente di Cpi il pm aveva chiesto 3 anni e 10 mesi di reclusione. ‘’La condanna di Alberto Palladino- afferma CasaPound Italia in una nota –  è una vergogna che uccide la giustizia. E’ un assurdo giuridico e la dimostrazione che in questo paese la verità è solo un’opinione, da valutare in base a chi la sostiene. Così, se per alcuni magistrati, come quelli di Aosta, CasaPound non ha nemmeno diritto a difendere il suo onore in Tribunale, ce ne sono altri per cui le affermazioni di un esponente del Pd, anche senza nessuna prova materiale a supporto, valgono più di mille alibi. Non solo è l’imputato a dover dimostrare di non essere stato colpevole di quell’aggressione, ma si arriva al paradosso giuridico per cui un’accusa senza prove vale più di una difesa circostanziata da più testimonianze’’.

Palladino viene arrestato lo scorso 30 novembre a Fiumicino, di ritorno da un viaggio umanitario in Birmania, tra i flash dei fotografi e con un blitz spettacolare dei Carabinieri del Ros: l’accusa è di aver aggredito alcuni esponenti del Partito Democratico la notte del 3 novembre a Prati fiscali e arriva a conclusione di un anno in cui il Pd, anche tramite i centri sociali molto forti in zona, ha usato qualunque arma per cacciare CasaPound dal quartiere, dove il movimento ha occupato a scopo abitativo uno stabile abbandonato. E’ il capogruppo del Pd in IV Municipio Paolo Marchionne, da anni diretto antagonista politico di Palladino, a denunciarlo, senza peraltro fornire nessuna prova della sua colpevolezza: la presunta aggressione infatti viene interrotta dall’arrivo di una gazzella dei Carabinieri che non trova né gli aggressori né le mazze ferrate che Marchionne afferma di avere visto.

Per quell’episodio Palladino è da oltre sette mesi privo della sua libertà personale. Dopo un mese di prigionia a Regina Coeli, di cui sette giorni in isolamento, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari, impossibilitato a comunicare con il mondo esterno eccetto i suoi familiari. Alberto è un ragazzo di 24 anni, uno studente impegnato da anni nel sociale come militante di CasaPound Italia e come volontario della comunità solidarista Popoli al fianco del popolo Karen. Ad accusarlo ci sono solo le dichiarazioni di Marchionne (non degli altri aggrediti), che sostiene di averlo riconosciuto durante l’aggressione – compiuta da una decina di soggetti, nessuno allo stato identificato – e nessuna prova materiale.