Il Circolo Futurista promuove la campagna SALVIAMO L’OPERA ESODO, strumentalizzata e poi abbandonata dalle istituzioni, rischia ora di essere distrutta.

Bastano pochi euro per salvare l’opera simbolo dell’esodo delle genti giuliano-dalmate e del loro dramma attraverso un acquisto condiviso.

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Quando la tragedia delle foibe uscì a fatica dal silenzio cui era stata costretta per decenni, molti degli ambienti politici ed istituzionali che all’epoca se ne dissero sensibili fecero a gara per accaparrarsi l’esclusiva della commemorazione.
In questo clima fu concepita l’opera “Esodo”, commissionata nel 2008 a due artisti emergenti della scena romana perchè fosse la prima testimonianza artistica delle vicende drammatiche legate all’esodo delle genti giuliano-dalmate.
L’intensa carica emotiva dell’opera contribuì a renderla da subito simbolo indiscusso del dramma istriano fin dalla prima esposizione, quando venne presentata al pubblico presso il Sacrario delle Bandiere del Vittoriano a Roma, in occasione della mostra-evento “Foibe: dalla tragedia all’esodo” e divenne voce e corpo di centinaia di esuli italiani dimenticati dal proprio paese.
Da quel momento in poi, venne utilizzata, chiesta in prestito al bisogno, replicata in rete o sezionata per stampe di piegabili o inviti, ogni qual volta il calendario arrivava al mese di febbraio, per poi tornare, una volta spenti i riflettori sul dramma, esattamente dov’era stata per il resto dell’anno, ad ammuffire in quello scantinato preso in prestito dai due artisti che, nel frattempo, non erano stati neppure pagati per farla.
Quando il Circolo Futurista seppe dell’opera il suo destino era già compromesso: stanchi di attendere il giusto compenso da anni, i due artisti avevano deciso di distruggerla per non doversi più sentire in dovere di darla in prestito a chi, fino a quel momento, aveva dimostrato di volerla solamente strumentalizzare all’occorrenza. Arrivati all’ultimo atto di questa storia triste di convenevoli vuoti e ricorrenze per nulla onorate, il Circolo Futurista lancia la campagna Salviamo l’opera “Esodo” per impedire che venga distrutta, promuovendone un acquisto condiviso tra quanti vorranno partecipare con una piccola donazione.